Ho lasciato il lavoro per trovare la mia strada

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Certe mattine mi alzo e scendo dal camper, poi lo guardo e mi chiedo se davvero è mio, se veramente sono in viaggio da 53 giorni. È proprio così, a volte ormai do per scontato quello che sto facendo ma se penso che fino a poco più di due mesi fa avevo un lavoro a tempo indeterminato in una grossa azienda, la macchina nuova che avevo tanto desiderato, un bell’appartamento in affitto in cui vivere… insomma, una vita di cui non potevo di sicuro lamentarmi, la cosa mi fa ancora un certo effetto.

Negli ultimi anni avevo iniziato a seguire racconti, blogs e storie di persone che avevano deciso di mollare tutto per viaggiare, ognuna a suo modo, e tante volte mi sono chiesto come avevano potuto fare una scelta del genere, dove avevano trovato il coraggio di lasciare tutto e di prendere una decisione così fuori dagli schemi. Ecco proprio gli schemi…fin da piccolo non li ho mai accettati e ne ho sempre pagato le conseguenze, prima a scuola e poi nel mondo del lavoro. Purtroppo la società ci ha imposto delle scelte per arrivare a essere felici, per essere accettati, per essere considerati giusti; con il passare degli anni ho capito che non deve essere per tutti così, ognuno di noi è diverso e non possono essere di certo altri a dire quello che ci può rendere felici, quindi, nel pieno rispetto di tutti, ognuno di noi deve cercare la propria felicità e fare il possibile per raggiungerla.

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Una delle cose che mi ha sempre reso felice è l’indipendenza, perciò appena ho avuto l’età consentita ho iniziato a lavorare, prima nei periodi estivi, e poi, finite le scuole superiori, in modo continuativo. Nei dodici anni di lavoro svolti nella stessa azienda ho avuto modo di cambiare spesso mansione e di vedere diverse realtà, ho avuto tante soddisfazioni ma ultimamente al mio desiderio di indipendenza si era affiancato il desiderio di libertà. Ogni volta che pensavo di lasciare tutto i dubbi mi schiacciavano e la scelta veniva sempre rimandata a data da destinarsi, però nella vita c’è un tempo per tutto e l’idea di rimanere seduto davanti a un computer per i prossimi quarant’anni per poi forse godermi la libertà quando di anni ne avrò settanta ha prevalso sulla razionalità e così a giugno di quest’anno ho deciso di lasciare il lavoro. Inoltre mi ero accorto che non stavo vivendo, stavo semplicemente facendo scorrere la mia vita nella direzione che aveva preso ma non mi ero mai chiesto se quella fosse giusta per me. Il lavoro ormai mi serviva solo per permettermi lo stile di vita che conducevo e per acquistare cose che poi, pensandoci bene, neanche mi servivano, passavo la settimana lavorativa completamente assente dalla vita aspettando che arrivasse il fine settimana e quindi mi sono reso conto che forse mi mancavano nuovi stimoli. L’idea di non vivere la propria vita quando si ha trent’anni è stata la molla che mi ha fatto prendere questa decisione, insieme al rimorso che avrei avuto per sempre di non averci provato. La scelta quindi è stata naturale, lasciare il lavoro, vendere la macchina, acquistare un camper e partire insieme alla mia ragazza per un viaggio di sei mesi circa in Europa.  Non è stato facile spiegare ad amici e parenti questa decisione ma fortunatamente molte persone ci hanno sostenuto e  hanno compreso il nostro desiderio di metterci alla prova e di intraprendere questa avventura.

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Non so cosa mi riserverà il futuro e se questa è stata effettivamente la scelta giusta, ma per il momento ogni mattina quando mi sveglio e me lo chiedo la risposta è sempre la stessa: sì!

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14 risposte a “Ho lasciato il lavoro per trovare la mia strada”

  1. Di solito mi limito a seguirvi, senza interagire più di tanto. Però questa volta l’argomento che avete toccato risveglia anche dentro di me questa sensazione soggettiva di essere inserito, senza possibilità di scelta, come un piccolissimo ingranaggio nel meccanismo della società del post-capitalismo o post-modernità in cui ci ritroviamo. Che poi cos’è la libertà? Fare “quello che si vuole”? Possedere una bella casa, una bella famiglia? Comprarsi una bella macchina? Andare in vacanza un paio di volte all’anno? Avere tanti followers? Cercare il proprio senso nel mondo? Riuscire ad avere un pensiero non corrotto dagli imprinting in cui navighiamo, più o meno inconsapevoli, fin dalla nostra nascita? È un viaggio solitario? È partecipazione? (tanto per citare Gaber) È condividere esperienze? È riuscire ad andare di corpo tutti i giorni?
    Quel che è certo è che è estremamente difficile trovare una risposta, forse perché questa cambia per ognuno di noi, chissà.
    Discorso troppo complicato da affrontare così, in un commento ad un post. Quello che voglio dire è che comprendo perfettamente questo senso di “ingabbiamento”, e che vi stimo molto per la scelta coraggiosa (o pazza?) che avete intrapreso. Vi auguro tutto il meglio! Alla prossima

    1. Simone e Martina dice: Rispondi

      Ciao Gilberto, ci scusiamo per il ritardo ma abbiamo avuto dei problemi con la visualizzazione dei commenti nel blog. Grazie per il tuo messaggio e sostegno!!! Questo viaggio per noi è anche un modo per trovare la nostra strada nel mondo uscendo dagli schemi che fin da piccoli la società ci ha imposto, di sicuro ogni persona attribuisce un significato diverso alle parole felicità e libertà e in realtà non ci sono risposte giuste o sbagliate, quello che possiamo dire è che in questi due mesi ci siamo sentiti veramente vivi e liberi, la vita è una sola e non possiamo passarla a farci continuamente domande, a volte bisogna cercare le risposte! Ti auguriamo di non essere un piccolo ingranaggio, ma di essere padrone della tua vita, libero dai giudizi e dagli schemi imposti 🙂

  2. Antonella Zanin dice: Rispondi

    😍

    1. Simone e Martina dice: Rispondi

      🙂

  3. Solo in questo modo si vive intensamente ogni istante. Si aprono orizzonti nuovi, luminosi e infiniti. Si ama la vita, si sorride alla vita e ci si sente unici.

    1. Simone e Martina dice: Rispondi

      Ciao, ci scusiamo per il ritardo ma abbiamo avuto dei problemi con la visualizzazione dei commenti nel blog. Grazie per le tue belle parole, è proprio vero un’esperienza così ci fa vivere intensamente ogni istante della nostra vita e capire ancora di più quanto bella sia!

  4. È un pensiero che mi pervade spesso nella mente, a volte rimando tutto al giorno della mia pensione, vendo tutto e girovago per il. Mondo con il. Mio camper…ma considerando la situazione politica, la mia pensione arriverà quasi quando camminerò con un bastone per aiutarmi…Appoggio e condivido la scelta di lasciare tutto e la scelta di vita che si vuole intraprendere.. La libertà è vivere senza gli schemi sociali, questi,
    ci opprimono, schiacciano i nostri desideri e le nostre personalità… decidere di vivere fuori da questi schemi vuol dire saper sentire perfettamente cosa ci sussurra la nostra anima…

    1. Simone e Martina dice: Rispondi

      Ciao Dody, ci scusiamo per il ritardo ma abbiamo avuto dei problemi con la visualizzazione dei commenti nel blog. Proprio questi pensieri mi hanno fatto decidere di mollare tutto, inoltre la nostra previsione di pensione è a circa 75 anni quindi abbiamo pensato che non aveva senso aspettare una vita intera per inseguire questo sogno. Ti auguriamo di realizzare il tuo sogno di viaggio!!! Grazie del messaggio 🙂

  5. GIANNI ZANARDO dice: Rispondi

    ciao ragazzi caricate altri video un abbraccio

    1. Simone e Martina dice: Rispondi

      Ok capo, sarà fatto!!! 😉

  6. Antonio Bruno dice: Rispondi

    Ciao ragazzi avete fatto la cosa più giusta e sensata!!
    Anche noi pensiamo e ripensiamo a questa stessa scelta! La sensazione di libertà che si vive viaggiando in camper non te la da nessun altro!!
    L’unica mia domanda è % come fate a finanziare questo progetto di vita???

    1. Simone e Martina dice: Rispondi

      Ciao Antonio, per il momento stiamo usando i risparmi messi da parte per questo progetto. IL costo maggiore è dato dal carburante ma abbiamo eliminato tutte le spese che si possono fare durante una vacanza come shopping, ristoranti, bar, musei ecc, sostiamo solo in libera e abbiamo fatto anche due esperienze Workaway (vedi articoli) che hanno contribuito ad abbassare le spese. Ci stiamo provando, l’idea è di tornare a dicembre, vedremo cosa ci riserva il futuro 🙂 Anche noi ci abbiamo pensato tanto, per noi questo era il momento giusto, liberi da impegni di figli e mutui e giovani da poter ricordare questa esperienza tutta la vita!!!

  7. Mi sono emozionata a leggere questo articolo perché mi ci sono ritrovata tantissimo!!! L’ età più o meno è quella, il rendersi conto che in realtà si vive per lavorare e non il contrario… Anche noi siamo arrivati alla conclusione che per vedere un cambiamento bisogna fare il primo passo. Quindi basta rimandare, stiamo cercando il camper giusto, e a marzo lasceremo il lavoro per iniziare una nuova vita!!! Vi stimo tantissimo e vi auguro il meglio!!!!

    1. Simone e Martina dice: Rispondi

      Grazie mille Marcella, mi fà piacere aver provocato delle emozioni positive con il mio articolo, hai detto bene bisogna provarci, almeno non avremmo il rimpianto di non averlo fatto. Wow!!! buona fortuna e se avete bisogno di consigli sarei felice di aiutarvi!!!

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